mercoledì, marzo 26, 2008

Che palle !

Devo ammettere che sono ormai davvero scocciato dalla piega che sta prendendo l'ambientalismo "ad oltranza", basato solo e soltanto sul calcolo delle ricadute negative (CO2) e senza considerare la natura delle cose che si fanno. L' ultimo allarme riguarda Internet (che di volta in volta è sempre in mezzo alle polemiche in voga al momento).

Nell'ultima settimana:

  • vado in macchina al lavoro e quindi sono un inquinatore;
  • mangio carne rossa (e mi piace) e quindi sono un inquinatore;
  • uso Internet e sono un inquinatore;
  • lavoro in un centro di supercalcolo e telecomunicazioni e quindi lavoro per un grande inquinatore
Insomma, sono una sorta di mostro antiecologico... ma qualcuno si ferma a pensare che non sempre ci sono alternative che non siano quella di bloccare un certo tipo di attività ? Al momento Internet permette di fare diverse cose senza muoversi da casa, e quindi evitando l'inquinamento. I supercalcolatori non sono dei giocattoli o degli sfizi, sono strumenti di lavoro che "fanno delle cose", "producono" e quindi (in teoria) migliorano la qualità della vita (ricerca medica, ricerca scientifica, e via dicendo).

Certo, scrivere graffiti sulle caverne e cacciare gli animali con armi di selce o vivere di bacche e frutti selvatici è "ecocompatibile", ma l'uomo si distingue anche per la tendenza a migliorare progressivamente le proprie condizioni di vita. Lanciare continuamente allarmi indiscriminati, senza peraltro indicare possibili soluzioni o avere il coraggio di dire "di queste cose dobbiamo fare a meno" è piuttosto ipocrita, perché ci si lava la coscienza ("noi lo avevamo detto") ma si continuano spesso a sfruttare i vantaggi legati alla criminale attività di inquinamento (tutti questi ragionamenti sulla CO2 prodotta da Internet sono pubblicati su siti Internet, blog che si appoggiano a strutture distribuite come quelle che consumano tanta energia e via dicendo). Provino a diffondere le proprie idee con semplice comunicazione orale (troppo facile consumare carta per i volantini, e il passaparola deve avvenire solo muovendosi a piedi e sfamandosi dei frutti della terra)...

lunedì, marzo 17, 2008

Titoli e statistiche

Titolo su Repubblica.it

Un italiano su due: "La Chiesa non influenzi la politica"

Verissimo, peccato che lo stesso sondaggio dica anche che il tanto discusso "interventismo" non viene giudicato uno sconfinamento improprio da oltre il 60% (o meglio, chi lo ritiene tale è fino al 37%). Quindi in realtà non esiste un "caso laicità" secondo la maggior parte degli italiani. Anche perché poi, nei fatti, lo stesso sondaggio fa capire che la società è più "secolarizzata" e relativista, sia di quanto piaccia alla Chiesa, ovviamente, sia di quanto pensino coloro che portano avanti la rissa continua nei confronti della stessa. In nome di una autonomia di pensiero che, evidentemente, gli italiani già hanno, visto che considerano le indicazioni della Chiesa appunto come indicazioni, su cui poi ognuno ragiona con la propria coscienza. Alias, il paese potrebbe essere molto più moderno di quanto pensino entrambe le "fazioni" (e i politici che le usano per acchiappare i voti)...

lunedì, marzo 10, 2008

Ubuntu Hardy

Stavolta mi ero ripromesso di aspettare l'uscita della versione di produzione per aggiornare Ubuntu sui miei due PC normalmente utilizzati. Poi la risoluzione di alcuni fastidiosi piccoli problemi di Gutsy e la solita abitudine di voler vedere sempre le ultime novità mi ha convinto a fare l'upgrade ad un mese dalla data di rilascio...

Visto che i problemi peggiori erano "rientrati" (in particolare quelli su gvfs per le risorse di rete), ho proceduto con l'upgrade. Complessivamente sono molto soddisfatto: il look è migliorato, non so se per un diverso rendering dei caratteri, per alcune modifiche al tema Clearlooks o un po' di gadget inutili (o meglio "non sempre produttivi") ma interessanti. C'è ancora qualche piccolo problema, ad esempio con compiz e certe release dei driver Nvidia, però per la maggior parte di questi ci sono dei workaround e si va verso soluzioni "stabili". Non so se ci sia un reale miglioramento di prestazioni, però nel complesso le feature in più appaiono bilanciate, non appesantendo eccessivamente tutta la baracca. Insomma, con la nuova versione ancora da "sgrossare" e mettere a posto per bene, lavoro allo stesso modo che con la vecchia di produzione, sullo stesso hardware. Direi che non è un cattivo risultato, tenuto conto che l'ho installata sulla precedente e non ho reinstallato tutto da zero.

giovedì, marzo 06, 2008

Qualche buona notizia

"Selva condannato a sei mesi"

Di solito tendo a non essere contento delle "disgrazie altrui", ma in questo caso penso si possa fare un'eccezione: usare l'ambulanza come taxi, e vantarsene pure è uno sconcio tale che la punizione pare essere anche troppo blanda. Ma comunque è arrivata, ed è importante, visto che nei giorni successivi alle dimissioni poi rientrate, Selva aveva cercato anche di giustificare la sua azione, minacciando pure di querelare l'ASL competente perché l'ambulanza ci aveva messo troppo tempo...

Vedremo se ora Selva verrà ricandidato, oppure questa sentenza rientra nella categoria dei "processi di natura politica", per cui Bonaiuti ha detto che non ci sarà esclusione dalle liste.

lunedì, marzo 03, 2008

Parole in libertà

"Sembra che io sia il male del paese , pazienza. Se eliminato il male,
eliminato Mastella attraverso artifizi politico-giudiziari si risolvono
i problemi dell'italia sono contento". (Mastella, 3/3/2008)

Questa dichiarazione arriva fuori tempo massimo: c'è stato un momento in cui effettivamente, si accusava Mastella di ogni nefandezza della politica italiana, anche quando c'entrava poco e niente. Però questa andava bene un anno fa: oggi Mastella si è tirato la zappa sui piedi da solo, ha fatto cadere, con altri complici "sparsi" il governo di cui faceva parte ma l'opposizione non si è sentito di caricarselo in coalizione per le prossime elezioni. Alias, ha fatto male i conti, ed è rimasto col cerino in mano. Sicuramente il modo in cui ha fatto cadere il governo, ed i motivi che sono tutt'ora nebulosi (a livello ufficiale, perché il fatto che gli avessero promesso qualcosa dal centrodestra è chiaro come il sole...) non gli permettono di presentarsi come anima candida della politica italiana, proprio in un momento in cui ognuno, con i suoi limiti, sta provando a proporre qualche novità. Qualche mese fa non mi sarei sentito di caricargli addosso tutte le brutture della politica italiana, oggi, grazie alle sue azioni, mi sento di caricargli le sue responsabilità per la caduta del governo, e credo che siano abbastanza. La "punizione" di correre da solo col rischio di sparire, per un politico come lui, mi pare del tutto adeguata.

Per la Sinistra arcobaleno "penso ad un ruolo di opposizione
protagonista, di una forza consistente e totalmente fuori
dall'orizzonte della testimonianza. In grado di incidere sui processi
reali del Paese". "Si va al governo se ci sono le condizioni per fare le riforme sociali del Paese, se no stai all'opposizione per farle maturare". "...perche' quando si mette da parte l'esigenza di rappresentare la parte
piu' debole della societa' vuole dire sostenere quella piu' forte". (Bertinotti, 3/3/2008)

Ora, se l'onorevole Bertinotti mi spiega come fa ad incidere sui processi reali del Paese una forza che sta all'opposizione meglio di quanto facesse quanto stava al governo... anche il fatto che maturino le condizioni per le riforme stando all'opposizione mi lascia perplesso. Ovvio, dopo un governo di centrodestra è facile avere un sacco di cose da sistemare, però se ogni cinque anni li si rimanda al governo per poi ricostruire il paese dalle macerie, non è che sul lungo periodo ci siano grossi miglioramenti per i più deboli...
Tra parentesi, il PD, che è il chiaro obbiettivo della dichiarazione finale, non è che metta da parte la difesa dei più deboli, solo che ritiene che non sia necessario lo scontro sociale, ma che anzi sia la concordia sociale a permettere i maggiori miglioramenti per i più deboli. Se in questo processo, si ottengono vantaggi sia per i deboli, sia per i "forti", non vedo dove stia lo scandalo, una società in cui le condizioni di tutti migliorano con il minimo di conflitto ed animosità fra i suoi settori, mi pare un'idea interessante (non dico realizzabile, ma almeno interessante).

domenica, marzo 02, 2008

Il voto utile

Di fronte a tanto strepito per alcune candidature del PD, sono arrivato alla conclusione che in effetti quello del Partito Democratico è un nuovo percorso, innovativo per il nostro paese fin troppo ingessato (basta quindi una novità piuttosto limitata a far gridare al miracolo). E questo mi spinge in effetti a sostenerlo, anche al di là dello stretto e per nulla scontato risultato delle prossime elezioni.

Quando sento dire "Candidare un operaio ed un imprenditore ? Uno dei due è di troppo", oppure "Mi vengono i brividi a sentire della candidatura di Calearo, il capo di Federmeccanica. Ci voleva Veltroni per recidere qualsiasi legame con la storia della
sinistra. Spero che da questo momento Veltroni abbia il buon gusto di
astenersi dal parlare di salario e di condizioni di vita dei lavoratori." credo che qualcuno sia rimasto un po' troppo indietro nella rincorsa al voto di nicchia.

In un paese che si vuole moderno, europeo, pronto alle sfide della globalizzazione, non si può far finta di essere ancora negli anni 20 e portare ancora avanti la lotta di classe contro i "padroni", all'insegna poi di cosa non si sa bene... operai alla guida delle aziende ? Questo tipo di propaganda è quella che serve a Berlusconi per dire, sentito l'altro giorno in conferenza stampa, che la sinistra (in cui ovviamente comprende il PD) ha l'invidia di classe, che considera le forze dell'ordine gente che per soldi tradisce il proletariato per servire lo stato borghese ed altre amenità di un passato che pareva lontano.

Ancora non è forse chiaro a tutti che nel nostro mercato, proprietà dell'impresa e lavoratori sono strettamente collegati. E' giusto, giustissimo che ci siano tutele al lavoro, e spetta allo stato farle rispettare, sia sotto il profilo contrattuale che sotto quello, ad esempio, della sicurezza sul lavoro. Ma non vedere che il bene dei lavoratori di un'azienda lo si costruisce facendo prosperare quella azienda, mi pare davvero qualcosa che è completamente fuori dal tempo. E capisco anche la necessità di operare una divaricazione netta rispetto a certe posizioni, anche se questo comporta il giudizio "Il PD si sposta al centro" (come se fosse una cosa "immorale" nel caso ipotetico che fosse vero...)

mercoledì, febbraio 06, 2008

Meglio soli...

Una volta tanto sono abbastanza d'accordo con quella che sembra la classica scelta "suicida" della sinistra, ossia presentarsi al voto il più possibile sparpagliati, contro un avversario apparentemente monolitico.

Ma perché essere d'accordo con questa scelta, che molto probabilmente per questo giro lascia campo libero a Berlusconi ? Perché secondo me è giusto che un "polo" (in senso buono) politico si aggreghi in modo naturale e non forzato, ossia che raccolga realmente le persone ed i voti intorno ad un programma e non ad una alleanza del tipo "siamo tutti contro quell'altro". Si è visto molto bene che questo tipo di condotta non porta da nessuna parte: prima del voto tutti d'accordo sul fatto che ad ognuno sarebbe toccato rinunciare a qualcosa. Poi si sfila De Gregorio dell'IdV, per una presidenza di commissione, poi si sfilano un po' di comunisti assortiti (sulla missione in Afghanistan, mi pare) per "libertà di coscienza", cosa che sembra sia dovuta solo a loro, poi si sfila Fisichella (Margherita), poi si sfilano i diniani (eletti con i voti dell'Unione, peraltro) ed insieme a loro i mastelliani, con qualche insignificante distinguo. Quindi una bella dimostrazione di compattezza, visto che la risicata maggioranza al Senato si è dissolta con una serie di defezioni che hanno coinvolto tutti i settori, dal centro mastelliano alla sinistra più o meno radicale (ergo, nessuno può accusare i colleghi di essere gli unici responsabili del disastro).

Detto questo, è vero che molto probabilmente l'accordo reale su un programma condiviso non c'era realmente, e ritengo che Prodi abbia fatto i miracoli a tenere insieme la situazione fino al limite estremo. A questo punto però è inutile ripetere per la terza volta la storia della coalizione che regge nonostante le differenze, perché c'è rispetto per le visioni di ognuno. E' già la seconda volta che il governo cade per questo motivo e non c'è motivo di pensare che non cadrebbe una terza volta nelle stesse condizioni. E poi così i vari Rossi e Turigliatto, che rivendicavano di votare contro il governo per tutelare i propri elettori, spiegheranno poi agli operai come mai adesso al governo ci va il centrodestra e quali miglioramenti questo comporterà. Questa volta è probabile che più d'uno dovrà realmente fare i conti con la propria base elettorale, e il non poter contare su accordi di coalizione farà forse in modo che certi personaggi abbiano maggiore difficoltà a finire in Parlamento (almeno per le compagini di centrosinistra).

Chiaro che ci sarà una "traversata nel deserto", ma probabilmente permetterà che nasca e cresca un partito realmente coeso, che faccia da aggregazione reale alle forze sociali ed agli elettori che vi si riconoscono, senza la necessità di una riunione raccogliticcia di buone intenzioni, che alla fine si è visto dove portano. Può anche darsi che Veltroni mi abbia convinto ad andare a votare alle prossime elezioni, anche se la sconfitta è sicura, ed in questo deprimente periodo è già un risultato.


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venerdì, gennaio 25, 2008

Tuttofare

Archiviato il suicidio annunciato del centrosinistra, nel quale si può dire tranquillamente che tutti quanti i partiti ci hanno messo del loro (da PRC a UDEUR, praticamente nessuno escluso, se non forse i socialisti), è interessante leggere su Repubblica la dichiarazione di Berlusconi:

Silvio Berlusconi ha già pronta la data: "Il 13 aprile e con questa legge elettorale, senza ritocchi"


Visto che ha già deciso la data e le modalità, se Berlusconi ci comunicasse direttamente anche il risultato finale, faremmo a meno di spendere soldi e di prenderci la briga di andare alle urne...


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martedì, gennaio 22, 2008

Tafazzi...

Anche stavolta, il centrosinistra fa tutto da solo: silura il proprio governo, mandando quasi sicuramente, in caso di elezioni, al governo il centrodestra, senza che sia stato corretto granché delle precedenti leggi considerate "sbagliate" (alias, Bossi-Fini, Biagi) o non sono state fatte riforme necessarie (legge elettorale, conflitto di interessi). Insomma, si è fatto un buon tagliando al paese, rimesso un po' in ordine i conti, ottenuto il placet dell'UE al risanamento, e quindi è ora di rimandare al timone Tremonti per vedere se si riesce a dilapidare anche questo "tesoretto", come nel 2001.

La cosa divertente è che questo accade proprio dopo che una (estemporanea e per me incomprenisibile) dichiarazione di Veltroni ("Il PD correrà da solo") ha creato tensioni in quella che in teoria dovrebbe essere la coalizione che si presenterà alle elezioni, a questo punto, anticipate. Nel frattempo Berlusconi, senza promettere nulla, ha finto di imbastire un dialogo con Walter, ottenendone questo bel risultato, ma in compenso oggi dichiara: "il centrodestra si presenterà unito, non c'è mai stata una divisione nei valori". Indubbiamente sarà così, quindi avremo da un lato una coalizione unita, a dispetto di tutto, che viene da due comodi anni di opposizione, ed una che ha appena litigato, non si accorda su un sacco di cose (e lo dice apertamente, perché le differenze in realtà ci sono anche nell'altro schieramento), che viene dalla logorante agonia degli ultimi mesi di governo.

Non so perché, ma non avrei dubbi su chi scommettere come vincitore delle elezioni...


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Perché succede questo ?

Repubblica, ma non solo, titola sul fatto che "Crolla la fiducia nelle istituzioni", con tanto di dettagliata statistica, istituzione per istituzione. Più che il risultato in sé, ci si dovrebbe chiedere "Come mai ?" sia per le istituzioni che non hanno mai goduto di grossa credibilità, sia per quelle il cui tracollo appare repentino rispetto alle precedenti rilevazioni (e verrebbe da indicare ad esempio la Chiesa). Significativo anche il fatto che "Le percentuali sono particolarmente basse tra i giovani.", ed anche di questo sarebbe interessante chiedersi il perché.

Posto che per motivi anagrafici non ho modo di dare il mio contributo al secondo quesito, posso cercare di spiegare perché mi ritengo fra coloro che in generale hanno una bassa fiducia nelle istituzioni più varie, con diverse gradazioni a seconda dei casi. In generale, l'impressione che ho maturato è che ormai nessuno, a livello politico e sociale, abbia interesse a presentare una propria visione della società, e poi attenersi, nei comportamenti, nelle scelte e nelle decisioni, a tale visione. In pratica, credo che manchi la progettualità a lungo termine: mancando questa, poi è chiaro che la maggior parte delle decisioni pratiche viene fatta in base a considerazioni di convenienza spicciola e di breve respiro, col risultato di decidere magari una cosa ed il suo contrario a distanza di pochi mesi. A quel punto, è ovvio che l'opinione pubblica rimanga disorientata, di fronte a scelte, e relative conseguenze, inspiegabili e spesso contraddittorie.

A questo punto credo che si ingeneri una scarsa fiducia sull'istituzione in quanto tale, e si preferisca esprimere la propria fiducia alle singole persone, sulla base magari di una conoscenza diretta e non mediata, e quindi restringendola alle persone che si frequentano o comunque con cui si ha modo di confrontarsi in modo diretto.

In mezzo ad un quadro sostanzialmente negativo, perché non ci vedo nulla di buono nel fatto che le istituzioni, soprattutto quelle dello Stato, non siano ritenute interlocutori credibili per i cittadini, c'è un elemento di "speranza", ossia che la scarsa fiducia investe anche i populisti di bass(issim)a lega alla Beppe Grillo, segno che nemmeno gridare in continuazione al "buttiamo tutto all'aria" viene recepito come un progetto concreto su cui basare il futuro del proprio paese.


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giovedì, gennaio 17, 2008

Troppa carne al fuoco

Gli ultimi giorni sono stati sorprendentemente pieni di eventi a loro modo interessanti e degni di commento. A volerne parlare diffusamente, c'è il rischio di scrivere un libro, per cui ci si deve limitare a qualche breve e mirata riflessione.

La prima riguarda ovviamente il caso della Sapienza. Condivido pienamente il giudizio, non so quanto sincero, di gran parte del mondo politico: se l'Università è luogo di confronto, in cui hanno parlato anche personaggi sulla cui chiarezza morale si poteva avanzare più di un sospetto, non si vede perché il Papa non possa esprimere la sua opinione, se viene invitato a farlo. Nessuno nega il diritto di contestare, anche se sarebbe interessante sentire contestazioni su quanto esposto e non "per principio", magari affidandosi ad una interpretazione di una frase di 15 anni fa, o tornando pure a Galileo o facendo la solita lista di delitti e privilegi (magari ricavati dall'indagine faziosa di Curzio Maltese su Repubblica). Può darsi che chi contesta non volesse correre il rischio che un discorso, magari pieno di spunti interessanti o anche solo non attaccabili, non offrisse il destro ad una contestazione "in grande stile". Curiosa poi la richiesta di "reciprocità" (il Papa all'Università solo se poi la domenica fa parlare Odifreddi dal balcone di Piazza San Pietro): questo darebbe ragione ai leghisti, che propongono di concedere luoghi di culto ai musulmani solo quando si vedrà una chiesa cattolica alla Mecca. Visto che di solito non sono giudicati apostoli della tolleranza e del dialogo, non è bello ragionare come loro... La cosa divertente è che poi chi si fa oppositore strenuo dei portatori di dogmi e di verità assolute, pretende poi a sua volta di trasformare la propria posizione nell'unica valida per tutti quanti, e di elevare la propria etica o visione del mondo all'unica valida in mezzo a tutte le altre.
Io forse avrò ricevuto un'educazione scientifica particolarmente scadente, visto che tendo ancora a mantenere separata la fisica (ed in generale le scienze fisiche e matematiche) dalla religione e dalla trascendenza, semplicemente perché in gran parte studiano cose diverse. Ovvio che ci sia un minimo di sovrapposizione, quando si parla dei limiti etici della ricerca scientifica, ma la questione non riguarda solo il cattolicesimo e la Chiesa: ricordo di aver letto un libro edito dall'Unità, dove si parlava dei travagli "morali" dei fisici che studiarono e realizzarono la bomba atomica prima e poi quella all'idrogeno. Quindi il fatto che ci sia comunque da discutere sui limiti morali della scienza mi pare un'esigenza sentita. A quel punto, ognuno ha il pieno diritto di esporre la sua versione, e non è detto che ci sia una "verità" condivisibile da tutti. Insomma, un gran pastrocchio, anche perché dopo due giorni delle goliardate dei collettivi universitari non è più fregato nulla a nessuno, i professori "dissenzienti" hanno tentato una marcia indietro un po' patetica ("non volevamo censurare", ma avevano chiesto di annullare l'invito), mentre il discorso del Papa è stato riportato da tutti i giornali nazionali, mentre senza tutto questo bailame, lo avrebbero sentito le poche persone non addormentate in Aula Magna e forse qualche estratto sarebbe finito dimenticato tra una strage e l'altra nei telegiornali. Insomma, l'Ufficio Stampa del Vaticano non avrebbe potuto fare di meglio per sottolineare l'evento.

Ed ovviamente il secondo "evento" è il ciclone che ha investito Mastella. Ora, il poveretto da mesi, se non anni, è stato preso come esempio (o capro espiatorio) di tutta la classe politica: se questa ha un difetto, sicuramente Mastella lo rappresenta alla massima potenza. Ma questa volta il (buon ?) Clemente ha preso i suoi critici in contropiede: sempre troppo attaccato alla poltrona, disposto a tutto per conservare i privilegi, ed invece si dimette da ministro quando lui e sua moglie sono coinvolti in una vicenda giudiziaria. Certo, ha esasperato un po' i toni della sua requisitoria contro i giudici nell'aula del Parlamento, però chi, sinceramente, si sarebbe aspettato dimissioni così veloci, invece che una torma di ispettori alla procura "incriminatrice" ?

Ma quello che preoccupa, almeno me personalmente, è che su questi argomenti, navigando sui forum che un po' tutti i giornali hanno aperto, ci sono pareri pro e contro sui vari argomenti che sono sinceramente sconfortanti: letture approssimative delle notizie, populismo di bassa lega, appelli al "mandiamoli tutti a casa", siano essi professori, politici, il Papa, gli studenti... insomma, un piattume in cui solo pochi interventi, forse per necessità statistica, sono interessanti e stimolanti, indipendentemente dalla posizione proposta. Se questo è il risultato di un paese con il 43% di popolazione cablata, non c'è da stare molto allegri, a meno che quelli che si esprimono a ragion veduta non siano ancora tutti in attesa dell'ADSL nella propria zona di residenza...


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venerdì, dicembre 28, 2007

Un'altra pagina di faziosità ?

Non so perché, ma è un periodo in cui curiosamente si moltiplicano le semplificazioni "faziose" dei giornali, anche su argomenti molto seri.

Titola l'Unità:

"Sei gay? riabilitati nel corso organizzato dalla Chiesa"

Se non ricordo male, qualche giorno fa il titolo era un po' più "corretto" perché parlava almeno di corsi "clandestini". Il punto è che se poi si va a leggere l'articolo, si parla di organizzazione cattoliche e/o "legate" alla Chiesa. Ma non c'è scritto da nessuna parte che la Chiesa organizzi questo tipo di terapie riabilitative. E questo al di là delle posizioni in merito all'omosessualità che sono comunque piuttosto note. Ed al di là del merito di queste terapie, che non ho modo di giudicare e su cui è giustissimo che si discuta di validità scientifica o meno (ed in caso non se ne rilevasse, che siano proibite).

Rimane il fatto che, giorno dopo giorno, giornali che una volta si facevano vanto (che so, Unità o Repubblica, perché sono quelli che mi capita di leggere più spesso), e meritatamente, di avere posizioni ben definite ma di praticare un giornalismo fondamentalmente corretto (nell'ambito delle proprie convinzioni), si trasformano progressivamente in "fogli" il cui stile pare ricalcare più quello del Giornale o di Libero, o peggio della Padania, dove il titolone sparato a X colonne è più un richiamo "choccante" che un rapido sunto di quanto conterrà l'articolo.

Il fatto che questo tipo di commenti (vedi quello sull'enciclica "Puntuale come la morte e le tasse"), che coinvolgono un po' tutti, ma hanno apparentemente come bersaglio privilegiato gli ambienti cattolici (a vario titolo, ieri Scalfari faceva le pulci alla Binetti, citando l'enciclica di cui aveva parlato male settimane prima, se non ricordo male) mi fa pensare che ci sia una sorta di "campagna elettorale" per definire gli ambiti all'interno del futuro PD (mi baso sull'orientamento prevalente dei giornali in questione). Evidentemente la possibilità che il PD, essendo unione di una componente socialdemocratica e di una cattolica, entrambe connotate in senso riformista, debba raggiungere fra queste due "anime" una sorta di compromesso è visto da qualcuno come fumo negli occhi. Per cui ben venga dipingere nella maniera peggiore l'anima cattolica, in modo che quando si dovranno "fare i conti" sull'ispirazione ed il programma del nuovo partito, una delle due parti sia vista come "retriva" e quindi di fatto emarginata nella definizione dei traguardi che si pone il partito, e la coalizione che intorno ad esso si dovesse coagulare.


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giovedì, dicembre 27, 2007

Ohibò, mi si è ristretto lo Zapatero...

Non capisco bene, dopo che per anni Zapatero ci è stato presentato come un modello per il centro-sinistra italiana, uno che finalmente faceva rigare dritto i cattolici che in Spagna non si volevano rassegnare alla modernizzazione del Paese, uno che diceva le cose come stanno a vescovi e prelati, insomma, "Viva Zapatero" e compagnia cantante.

Oggi si scopre, su un giornale non sospettabile come l'Unità, che non è tutto così rosa come lo si è dipinto:
"La scontentezza della sinistra non è, come si diceva, infondata. Non si
sa, per esempio, dove un grande giornale italiano abbia pescato la
notizia che Zapatero ha eliminato i privilegi fiscali della Chiesa, ha
tolto i sussidi pubblici alle scuole private religiose e si appresta a
rimettere in discussione il Concordato. Nulla di tutto ciò: i privilegi
fiscali sono stati contestati dalla Commissione europea e non dal
governo spagnolo; i sussidi alle scuole religiose non sono stati
toccati, e nessuno pensa a ridiscutere il Concordato. Di fatto, in
questa legislatura i fondi pubblici destinati alla Chiesa sono
aumentati, e dal programma elettorale è scomparso qualsiasi accenno a
un ampliamento della legge sull'aborto e a una legge sull'eutanasia.
Non c'è da meravigliarsi che un simile atteggiamento, di fronte a una
Chiesa belligerante che ne fa di tutti i colori, disturbi l'elettorato
laico."


Non so in effetti dove si sia presa la notizia citata sui privilegi fiscali, ma è vero che anche l'Unità negli ultimi anni ha creato l'icona di Zapatero come il modello perfetto per un premier di sinistra non sottoposto alle gerarchie... scoprire, nel giro di una notte, che non è così e poi dire che sono altri che hanno sbagliato non mi pare un bel modo di fare giornalismo.

Seconda considerazione: la Spagna era stata proposta come modello di un paese di tradizione cattolica che andava verso un laicismo spinto, grazie anche a Zapatero. Evidentemente così non è, o comunque la cosa non piace necessariamente ad alcune parti della popolazione. E queste parti sono elettoralmente importanti, se è vero che convincono il partito di governo a cambiare programma in modo così consistente. Evidentemente, non è che gli spagnoli siano così ansiosi di cambiare, altrimenti non voterebbero programmi più "moderati". A questo punto ci si chiede se sia corretto proporre anche in Italia una "deriva Zapaterista" (in senso propositivo di programma), visto che tutto questo splendore riformista e laicista a casa sua a quanto pare non esiste... perché allora dovremmo realizzare in Italia le cose che Zapatero non fa in Spagna, considerato anche che mediamente l'elettorato italiano è ancora meno "spinto" a sinistra rispetto a quello spagnolo ?


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domenica, dicembre 23, 2007

A Natale siamo tutti più buoni...

Treviso, offensiva leghista "I musulmani sono un tumore" - cronaca - Repubblica.it

La cosa curiosa è che a portare avanti posizioni così oltranziste siano proprio persone che poi vorrebbero ergersi a difensori dei "valori cristiani". E' del tutto incoerente che un leghista, al grido di "facciamo vedere che siamo diversi da loro" proponga poi ciò di cui si lamenta riguardo ai paesi come l'Arabia Saudita, in cui non è consentita la pratica della religione cristiana. Operano quindi una sorta di ritorsione, cosa di cui non mi pare si trovi traccia in nessun Vangelo... Se si vuole dimostrare di essere "diversi" o "migliori", bisognerebbe testimoniarlo con gli atti concreti, non con vuoti proponimenti e parole d'ordine (salvo poi magari sposarsi con rito celtico o partecipare a cerimonie "paganeggianti" tipo quella dell'ampolla del Po).

Proprio sotto Natale, quando l'accoglienza, la comprensione, la pace "universale" dovrebbero essere tratti distintivi di chi si vuole definire cristiano, arrivano provvedimenti e dichiarazioni che a quanto riporta l'articolo, imbarazzano anche compagni di viaggio come quelli di Forza Italia, che in questi anni hanno coperto qualsiasi nefandezza uscisse dalle bocche leghiste: segno che forse questa volta si è andati oltre il sopportabile. Comunque, penso che alla fine Gentilini avrà comunque guadagnato consenso, e FI si turerà il naso, dicendo che è stato frainteso e cose simili...

E' poi chiaro che ognuno ha diritto alle proprie opinioni, ed anzi si deve riconoscere a Gentilini e ai leghisti che sicuramente non si nascondono dietro ad un dito riguardo il loro "odio" per tutto quanto è diverso dalla loro "normalità", però che poi non vengano ad ergersi a difensori dei valori della cristianità contro l'invasione islamica, perché di simili farisei non se ne sente certo il bisogno.



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giovedì, dicembre 20, 2007

C'è più gusto ad essere italiani...

...quando non ci si vuole per forza piangere addosso, sostenendo che da noi va sempre e comunque tutto male, e che gli altri sono sempre e comunque più bravi di noi. Anzi, di solito l'italiano mediamente si "bea" di avere un sacco di difetti, ed anche quelli che riconosce come "pregi" in molti casi lo sono per l'uso improprio che ne viene fatto (rete di conoscenze, furbizia, etc.).
Però ci sono anche situazioni in cui in effetti alla fine è piacevole essere italiani per quello che si è realmente e che si riesce a produrre nell'ambito anche internazionale. Ovviamente mi riferisco al paziente lavoro di diplomazia che ha portato alla moratoria ONU sulla pena di morte. Con tutti i limiti pratici che questo tipo di pronunciamento ha, come minimo c'è il merito di aver portato avanti un "grande valore" in modo da metterlo nell'agenda del principale consesso mondiale "condiviso", per quanto oggi piuttosto privo di potere reale.

In questa vicenda ci sono più aspetti interessanti: per prima cosa, l'Italia conferma il suo impegno contro la pena di morte, cosa che tra l'altro mi pare sia condivisa dalla popolazione, quando i sondaggi sono fatti "a mente fredda" e non nelle ore successive ad un efferato atto di violenza... In secondo luogo, i nostri tanto bistrattati politici e diplomatici, che Berlusconi voleva ridurre a gente che portava a casa un "fatturato" per il Made in Italy, si sono rivelati sufficientemente abili per ottenere i consensi necessari, nonostante l'aperta ostilità di grandi ed influenti paesi ed il fatto che progetti del genere già in passato fossero naufragati perché qualcuno all'ultimo momento si era sfilato di fronte ad imposizioni dall'alto.

Insomma, per una volta, possiamo essere orgogliosi di quanto fatto dal nostro paese sulla scena internazionale, e magari potrebbe essere un'occasione per ripensare al fatto che non è tutto sbagliato quello che viene dall'Italia, sia come popolazione, sia come classe politica.


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sabato, dicembre 01, 2007

Giornalismo ?!?

Per la serie "giornalismo professionale", è divertente come in poche ore sia cambiata la notizia sulla pagina dell'Unità.it riguardante l'enciclica del Papa.

La versione attualmente on-line (1. Dicembre, ore 9 circa), recita:

"Nuova enciclica di Ratzinger. E stavolta, come fosse una novità, se la prende con il marxismo e la scienza. etc. etc."


Posto che non mi stupisco che il Papa non sia un propugnatore del marxismo (se non altro per incompatibilità tra la sua funzione e l'ateismo), mentre sul fatto che "se la prende con la scienza" si potrebbe forse auspicare una critica più articolata rispetto ad uno slogan che uno penserebbe di trovare su Il Giornale o in bocca ad Emilio Fede, la cosa interessante era il testo della prima versione pubblicata, nel pomeriggio del giorno prima, che era un po' più esplicita:

"Puntuale come la morte e le tasse, arriva la nuova enciclica di
Ratzinger. E stavolta, come fosse una novità, se la prende con il
marxismo e la scienza."


Ora, nella libertà di ognuno di pensare il peggio possibile dello scritto del Papa, mi pare uno stile un po' fuori luogo per un giornale che si vorrebbe "serio" e professionale. D'altra parte forse si sono resi conto dell'infortunio, perché hanno corretto precipitosamente il testo...

D'altra parte la revisione non è stata particolarmente profonda, perché anche nell'attuale articolo si legge:

«Il cielo non è vuoto», rivela Benedetto XVI nella “Spe salvi” (nella speranza salvati), seconda enciclica del suo pontificato, «ma non ne sappiano i particolari».


Che il cielo non sia vuoto, nella visione del Papa e di un cristiano, non è una grossissima rivelazione a dire la verità, anzi, è uno dei pilastri fondamentali. Carino poi che la lista degli argomenti degni di nota sia introdotta con:

Ma le perle sono molte.


Di solito l'espressione "perle" nell'italiano corrente si usa sia per qualcosa di valore, degno di nota, sia per indicare un madornale errore... La "lunga" lista peraltro contiene autocritica del cristianesimo, critica del protestantesimo, pronunciamenti sul destino ultraterreno dell'umanità: supponendo anche che "molte = 3", significa che il titolo principale "Contro marxismo e scienza l'enciclica di Ratzinger" è fondamentalmente sbagliato e fuorviante, a voler essere generosi. A non volerlo essere, è fatto apposta per indirizzare il lettore che non vada oltre il titolo o comunque che dia una scorsa veloce al testo dell'articolo.

Comunque, devo ringraziare, questa volta, l'Unità: non mi sarebbe mai venuto in mente, ma mi sono accorto che la professionalità nel giornalismo è ormai un optional rispetto alla faziosità (perché nessuno vieta di esprimere critiche durissime in un articolo apposito, ma la "cronaca" dovrebbe essere meno partigiana possibile), al punto che anche il resoconto di Repubblica sullo stesso argomento è sicuramente più equilibrato (e Repubblica non è certo un giornale sospettabile di simpatie per il Vaticano), e quindi ho deciso che la cosa più intelligente da fare a questo punto è di scaricarmi il testo originale e leggermelo per conto mio, per cercare di capire davvero cosa c'è scritto.


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domenica, novembre 11, 2007

Si può andare avanti così ?

Dopo tanto parlare di sicurezza, legalità e compagnia bella (giustamente), si assiste a situazioni come quella di oggi pomeriggio in tutta Italia...

Fermo restando che si deve far luce sulle circostanze che hanno portato alla morte del tifoso laziale colpito da un proiettile, credo che non sia possibile accettare tutto il corollario di disastri che ne è seguito:
  • a Bergamo gli ultras devastano lo stadio fino a bloccare lo svolgimento della partita
  • a Milano aggrediti due cameraman, scontri con le forze dell'ordine, "occupazione" di Piazza Duomo
  • in mezza Italia cori contro le forze dell'ordine, scaramucce, piccoli tafferugli ed azioni di "illegalità diffusa"
  • a Roma guerriglia urbana, occupato l'Olimpico, devastata la sede del CONI, assaltati due commissariati, bloccati due ponti, incendiate vetture e cassonetti
Mi chiedo: è possibile accettare tutto questo ? A quale altro "settore" della società sarebbe possibile produrre tanto caos senza che ne vengano bloccate le attività ? Il calcio è un "bene essenziale" per la società italiana ?

Allora, ci si faccia un esame di coscienza, e si chiuda il campionato di calcio per tutta la stagione. Niente partite, niente trasferte, niente scontri. "Ma il calcio è un settore produttivo importante". Vero, ma la produzione di fatturato di solito non esenta nessuno dal rispettare le leggi, ed è inaccettabile che ogni domenica si sprechino tante risorse per misure di sicurezza di cui non dovrebbe esserci bisogno. Non è che il fatturato consenta, che so, alla FIAT di non rispettare le leggi...

Dopo aver perso gli incassi (per le società) e lo svago (per i tifosi) di una stagione, magari comincerebbero a darsi una regolata per quella successiva, perché come al solito, per ottenere dei risultati si deve toccare il portafogli. Ha ragione il capo della Polizia, Manganelli: "E' evidente" sottolinea infatti Manganelli, che ci sarà un "rinnovato
e fermo rigore nel difficile cammino che mondo della sicurezza e mondo
dello sport hanno intrapreso per restituire al gioco del calcio la sua
corretta dimensione".

Ma temo che sia una voce nel deserto...




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sabato, ottobre 20, 2007

Ma cosa li paghiamo a fare ?

Ora, io sono un sostenitore del fatto che la politica è una cosa seria, che un certo populismo è puramente demagogico e che tutto sommato è giusto che chi lavora in politica sia un serio professionista, con competenze specifiche ed una reale professionalità. Il problema è quando si leggono perle di questo tipo:

Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di
responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e
parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al
Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la
settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere
preso in esame alla Camera.

Visto che già ai tempi (mi pare) del primo governo Berlusconi, l'allora ministro Maroni non ci aveva fatto una grossa figura ad ammettere di aver firmato una legge di un altro dicastero senza averla letta (mi pare fosse il decreto Biondi), bisogna ammettere che non è molto bello sapere che un ministro non legge nemmeno quello che il suo ministero propone, soprattutto nel caso di una legge che tutto sommato va ad interessare e regolamentare le modalità con cui ci si esprime pubblicamente in Italia. E non salva certo la situazione con:

"Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria
confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono
sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate
giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere
accesso ai contributi della legge sull'editoria"
Speriamo che almeno il suo auspicio di una correzione in Parlamento risulti più "centrato" delle ipotesi che aveva fatto sul contenuto della legge, e che non ci siano al momento buono altre distrazioni poco opportune...




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mercoledì, ottobre 17, 2007

La casualità

Probabilmente è tutta una coincidenza, ma in tal caso potrebbe essere interessante capire, sotto il profilo scientifico, quale è la probabilità che una proposta, come quella di togliere i finanziamenti all'istituto di ricerca della Montalcini, venga proprio pochi giorni dopo che la senatrice ha avuto un aperto diverbio pubblico con Francesco Storace, dimostrando di non farsi intimidire né dalle ironie sui pannolloni, né dalle cadute di stile (oggi voglio essere buono...) sulle stampelle che le porterebbe direttamente a casa. Perché ovviamente quando la Lega sostiene non ci sia alcuna intenzione "punitiva", ci credono tutti...


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lunedì, ottobre 01, 2007

Finalmente qualcuno se ne è accorto...

MODENA: IN BICI SUI MARCIAPIEDI? COMUNE DICE 'NON FATELO'


Era pure ora che qualcuno si accorgesse della sostanziale impunità di cui godevano i ciclisti nelle nostre città. In nome di un non ben compreso "ecologismo sopra tutto", il solo fatto di muoversi con un mezzo non inquinante era divenuto un lasciapassare che consentiva di salire sulla nuca dei pedoni che stavano percorrendo portici e marciapiedi. E di solito, eventuali rimostranze da parte degli stessi pedoni erano accolte con, nel migliore dei casi, gesti di insofferenza.

Il fatto che la bici non inquini non significa che le è consentito tutto: marciapiedi, sensi unici contromano, semafori rossi, precedente e stop ignorati. Speriamo che si prosegua in questa direzione, non solo a Modena, ma un po' dovunque. Poi si potrebbe passare ai pedoni, in modo che quando si chiede il (giusto) rispetto delle regole della strada e della civile convivenza, lo si faccia per tutti e non solo per coloro che sono "colpevoli" di guidare un'automobile...



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