venerdì, gennaio 25, 2008

Tuttofare

Archiviato il suicidio annunciato del centrosinistra, nel quale si può dire tranquillamente che tutti quanti i partiti ci hanno messo del loro (da PRC a UDEUR, praticamente nessuno escluso, se non forse i socialisti), è interessante leggere su Repubblica la dichiarazione di Berlusconi:

Silvio Berlusconi ha già pronta la data: "Il 13 aprile e con questa legge elettorale, senza ritocchi"


Visto che ha già deciso la data e le modalità, se Berlusconi ci comunicasse direttamente anche il risultato finale, faremmo a meno di spendere soldi e di prenderci la briga di andare alle urne...


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martedì, gennaio 22, 2008

Tafazzi...

Anche stavolta, il centrosinistra fa tutto da solo: silura il proprio governo, mandando quasi sicuramente, in caso di elezioni, al governo il centrodestra, senza che sia stato corretto granché delle precedenti leggi considerate "sbagliate" (alias, Bossi-Fini, Biagi) o non sono state fatte riforme necessarie (legge elettorale, conflitto di interessi). Insomma, si è fatto un buon tagliando al paese, rimesso un po' in ordine i conti, ottenuto il placet dell'UE al risanamento, e quindi è ora di rimandare al timone Tremonti per vedere se si riesce a dilapidare anche questo "tesoretto", come nel 2001.

La cosa divertente è che questo accade proprio dopo che una (estemporanea e per me incomprenisibile) dichiarazione di Veltroni ("Il PD correrà da solo") ha creato tensioni in quella che in teoria dovrebbe essere la coalizione che si presenterà alle elezioni, a questo punto, anticipate. Nel frattempo Berlusconi, senza promettere nulla, ha finto di imbastire un dialogo con Walter, ottenendone questo bel risultato, ma in compenso oggi dichiara: "il centrodestra si presenterà unito, non c'è mai stata una divisione nei valori". Indubbiamente sarà così, quindi avremo da un lato una coalizione unita, a dispetto di tutto, che viene da due comodi anni di opposizione, ed una che ha appena litigato, non si accorda su un sacco di cose (e lo dice apertamente, perché le differenze in realtà ci sono anche nell'altro schieramento), che viene dalla logorante agonia degli ultimi mesi di governo.

Non so perché, ma non avrei dubbi su chi scommettere come vincitore delle elezioni...


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Perché succede questo ?

Repubblica, ma non solo, titola sul fatto che "Crolla la fiducia nelle istituzioni", con tanto di dettagliata statistica, istituzione per istituzione. Più che il risultato in sé, ci si dovrebbe chiedere "Come mai ?" sia per le istituzioni che non hanno mai goduto di grossa credibilità, sia per quelle il cui tracollo appare repentino rispetto alle precedenti rilevazioni (e verrebbe da indicare ad esempio la Chiesa). Significativo anche il fatto che "Le percentuali sono particolarmente basse tra i giovani.", ed anche di questo sarebbe interessante chiedersi il perché.

Posto che per motivi anagrafici non ho modo di dare il mio contributo al secondo quesito, posso cercare di spiegare perché mi ritengo fra coloro che in generale hanno una bassa fiducia nelle istituzioni più varie, con diverse gradazioni a seconda dei casi. In generale, l'impressione che ho maturato è che ormai nessuno, a livello politico e sociale, abbia interesse a presentare una propria visione della società, e poi attenersi, nei comportamenti, nelle scelte e nelle decisioni, a tale visione. In pratica, credo che manchi la progettualità a lungo termine: mancando questa, poi è chiaro che la maggior parte delle decisioni pratiche viene fatta in base a considerazioni di convenienza spicciola e di breve respiro, col risultato di decidere magari una cosa ed il suo contrario a distanza di pochi mesi. A quel punto, è ovvio che l'opinione pubblica rimanga disorientata, di fronte a scelte, e relative conseguenze, inspiegabili e spesso contraddittorie.

A questo punto credo che si ingeneri una scarsa fiducia sull'istituzione in quanto tale, e si preferisca esprimere la propria fiducia alle singole persone, sulla base magari di una conoscenza diretta e non mediata, e quindi restringendola alle persone che si frequentano o comunque con cui si ha modo di confrontarsi in modo diretto.

In mezzo ad un quadro sostanzialmente negativo, perché non ci vedo nulla di buono nel fatto che le istituzioni, soprattutto quelle dello Stato, non siano ritenute interlocutori credibili per i cittadini, c'è un elemento di "speranza", ossia che la scarsa fiducia investe anche i populisti di bass(issim)a lega alla Beppe Grillo, segno che nemmeno gridare in continuazione al "buttiamo tutto all'aria" viene recepito come un progetto concreto su cui basare il futuro del proprio paese.


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giovedì, gennaio 17, 2008

Troppa carne al fuoco

Gli ultimi giorni sono stati sorprendentemente pieni di eventi a loro modo interessanti e degni di commento. A volerne parlare diffusamente, c'è il rischio di scrivere un libro, per cui ci si deve limitare a qualche breve e mirata riflessione.

La prima riguarda ovviamente il caso della Sapienza. Condivido pienamente il giudizio, non so quanto sincero, di gran parte del mondo politico: se l'Università è luogo di confronto, in cui hanno parlato anche personaggi sulla cui chiarezza morale si poteva avanzare più di un sospetto, non si vede perché il Papa non possa esprimere la sua opinione, se viene invitato a farlo. Nessuno nega il diritto di contestare, anche se sarebbe interessante sentire contestazioni su quanto esposto e non "per principio", magari affidandosi ad una interpretazione di una frase di 15 anni fa, o tornando pure a Galileo o facendo la solita lista di delitti e privilegi (magari ricavati dall'indagine faziosa di Curzio Maltese su Repubblica). Può darsi che chi contesta non volesse correre il rischio che un discorso, magari pieno di spunti interessanti o anche solo non attaccabili, non offrisse il destro ad una contestazione "in grande stile". Curiosa poi la richiesta di "reciprocità" (il Papa all'Università solo se poi la domenica fa parlare Odifreddi dal balcone di Piazza San Pietro): questo darebbe ragione ai leghisti, che propongono di concedere luoghi di culto ai musulmani solo quando si vedrà una chiesa cattolica alla Mecca. Visto che di solito non sono giudicati apostoli della tolleranza e del dialogo, non è bello ragionare come loro... La cosa divertente è che poi chi si fa oppositore strenuo dei portatori di dogmi e di verità assolute, pretende poi a sua volta di trasformare la propria posizione nell'unica valida per tutti quanti, e di elevare la propria etica o visione del mondo all'unica valida in mezzo a tutte le altre.
Io forse avrò ricevuto un'educazione scientifica particolarmente scadente, visto che tendo ancora a mantenere separata la fisica (ed in generale le scienze fisiche e matematiche) dalla religione e dalla trascendenza, semplicemente perché in gran parte studiano cose diverse. Ovvio che ci sia un minimo di sovrapposizione, quando si parla dei limiti etici della ricerca scientifica, ma la questione non riguarda solo il cattolicesimo e la Chiesa: ricordo di aver letto un libro edito dall'Unità, dove si parlava dei travagli "morali" dei fisici che studiarono e realizzarono la bomba atomica prima e poi quella all'idrogeno. Quindi il fatto che ci sia comunque da discutere sui limiti morali della scienza mi pare un'esigenza sentita. A quel punto, ognuno ha il pieno diritto di esporre la sua versione, e non è detto che ci sia una "verità" condivisibile da tutti. Insomma, un gran pastrocchio, anche perché dopo due giorni delle goliardate dei collettivi universitari non è più fregato nulla a nessuno, i professori "dissenzienti" hanno tentato una marcia indietro un po' patetica ("non volevamo censurare", ma avevano chiesto di annullare l'invito), mentre il discorso del Papa è stato riportato da tutti i giornali nazionali, mentre senza tutto questo bailame, lo avrebbero sentito le poche persone non addormentate in Aula Magna e forse qualche estratto sarebbe finito dimenticato tra una strage e l'altra nei telegiornali. Insomma, l'Ufficio Stampa del Vaticano non avrebbe potuto fare di meglio per sottolineare l'evento.

Ed ovviamente il secondo "evento" è il ciclone che ha investito Mastella. Ora, il poveretto da mesi, se non anni, è stato preso come esempio (o capro espiatorio) di tutta la classe politica: se questa ha un difetto, sicuramente Mastella lo rappresenta alla massima potenza. Ma questa volta il (buon ?) Clemente ha preso i suoi critici in contropiede: sempre troppo attaccato alla poltrona, disposto a tutto per conservare i privilegi, ed invece si dimette da ministro quando lui e sua moglie sono coinvolti in una vicenda giudiziaria. Certo, ha esasperato un po' i toni della sua requisitoria contro i giudici nell'aula del Parlamento, però chi, sinceramente, si sarebbe aspettato dimissioni così veloci, invece che una torma di ispettori alla procura "incriminatrice" ?

Ma quello che preoccupa, almeno me personalmente, è che su questi argomenti, navigando sui forum che un po' tutti i giornali hanno aperto, ci sono pareri pro e contro sui vari argomenti che sono sinceramente sconfortanti: letture approssimative delle notizie, populismo di bassa lega, appelli al "mandiamoli tutti a casa", siano essi professori, politici, il Papa, gli studenti... insomma, un piattume in cui solo pochi interventi, forse per necessità statistica, sono interessanti e stimolanti, indipendentemente dalla posizione proposta. Se questo è il risultato di un paese con il 43% di popolazione cablata, non c'è da stare molto allegri, a meno che quelli che si esprimono a ragion veduta non siano ancora tutti in attesa dell'ADSL nella propria zona di residenza...


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venerdì, dicembre 28, 2007

Un'altra pagina di faziosità ?

Non so perché, ma è un periodo in cui curiosamente si moltiplicano le semplificazioni "faziose" dei giornali, anche su argomenti molto seri.

Titola l'Unità:

"Sei gay? riabilitati nel corso organizzato dalla Chiesa"

Se non ricordo male, qualche giorno fa il titolo era un po' più "corretto" perché parlava almeno di corsi "clandestini". Il punto è che se poi si va a leggere l'articolo, si parla di organizzazione cattoliche e/o "legate" alla Chiesa. Ma non c'è scritto da nessuna parte che la Chiesa organizzi questo tipo di terapie riabilitative. E questo al di là delle posizioni in merito all'omosessualità che sono comunque piuttosto note. Ed al di là del merito di queste terapie, che non ho modo di giudicare e su cui è giustissimo che si discuta di validità scientifica o meno (ed in caso non se ne rilevasse, che siano proibite).

Rimane il fatto che, giorno dopo giorno, giornali che una volta si facevano vanto (che so, Unità o Repubblica, perché sono quelli che mi capita di leggere più spesso), e meritatamente, di avere posizioni ben definite ma di praticare un giornalismo fondamentalmente corretto (nell'ambito delle proprie convinzioni), si trasformano progressivamente in "fogli" il cui stile pare ricalcare più quello del Giornale o di Libero, o peggio della Padania, dove il titolone sparato a X colonne è più un richiamo "choccante" che un rapido sunto di quanto conterrà l'articolo.

Il fatto che questo tipo di commenti (vedi quello sull'enciclica "Puntuale come la morte e le tasse"), che coinvolgono un po' tutti, ma hanno apparentemente come bersaglio privilegiato gli ambienti cattolici (a vario titolo, ieri Scalfari faceva le pulci alla Binetti, citando l'enciclica di cui aveva parlato male settimane prima, se non ricordo male) mi fa pensare che ci sia una sorta di "campagna elettorale" per definire gli ambiti all'interno del futuro PD (mi baso sull'orientamento prevalente dei giornali in questione). Evidentemente la possibilità che il PD, essendo unione di una componente socialdemocratica e di una cattolica, entrambe connotate in senso riformista, debba raggiungere fra queste due "anime" una sorta di compromesso è visto da qualcuno come fumo negli occhi. Per cui ben venga dipingere nella maniera peggiore l'anima cattolica, in modo che quando si dovranno "fare i conti" sull'ispirazione ed il programma del nuovo partito, una delle due parti sia vista come "retriva" e quindi di fatto emarginata nella definizione dei traguardi che si pone il partito, e la coalizione che intorno ad esso si dovesse coagulare.


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giovedì, dicembre 27, 2007

Ohibò, mi si è ristretto lo Zapatero...

Non capisco bene, dopo che per anni Zapatero ci è stato presentato come un modello per il centro-sinistra italiana, uno che finalmente faceva rigare dritto i cattolici che in Spagna non si volevano rassegnare alla modernizzazione del Paese, uno che diceva le cose come stanno a vescovi e prelati, insomma, "Viva Zapatero" e compagnia cantante.

Oggi si scopre, su un giornale non sospettabile come l'Unità, che non è tutto così rosa come lo si è dipinto:
"La scontentezza della sinistra non è, come si diceva, infondata. Non si
sa, per esempio, dove un grande giornale italiano abbia pescato la
notizia che Zapatero ha eliminato i privilegi fiscali della Chiesa, ha
tolto i sussidi pubblici alle scuole private religiose e si appresta a
rimettere in discussione il Concordato. Nulla di tutto ciò: i privilegi
fiscali sono stati contestati dalla Commissione europea e non dal
governo spagnolo; i sussidi alle scuole religiose non sono stati
toccati, e nessuno pensa a ridiscutere il Concordato. Di fatto, in
questa legislatura i fondi pubblici destinati alla Chiesa sono
aumentati, e dal programma elettorale è scomparso qualsiasi accenno a
un ampliamento della legge sull'aborto e a una legge sull'eutanasia.
Non c'è da meravigliarsi che un simile atteggiamento, di fronte a una
Chiesa belligerante che ne fa di tutti i colori, disturbi l'elettorato
laico."


Non so in effetti dove si sia presa la notizia citata sui privilegi fiscali, ma è vero che anche l'Unità negli ultimi anni ha creato l'icona di Zapatero come il modello perfetto per un premier di sinistra non sottoposto alle gerarchie... scoprire, nel giro di una notte, che non è così e poi dire che sono altri che hanno sbagliato non mi pare un bel modo di fare giornalismo.

Seconda considerazione: la Spagna era stata proposta come modello di un paese di tradizione cattolica che andava verso un laicismo spinto, grazie anche a Zapatero. Evidentemente così non è, o comunque la cosa non piace necessariamente ad alcune parti della popolazione. E queste parti sono elettoralmente importanti, se è vero che convincono il partito di governo a cambiare programma in modo così consistente. Evidentemente, non è che gli spagnoli siano così ansiosi di cambiare, altrimenti non voterebbero programmi più "moderati". A questo punto ci si chiede se sia corretto proporre anche in Italia una "deriva Zapaterista" (in senso propositivo di programma), visto che tutto questo splendore riformista e laicista a casa sua a quanto pare non esiste... perché allora dovremmo realizzare in Italia le cose che Zapatero non fa in Spagna, considerato anche che mediamente l'elettorato italiano è ancora meno "spinto" a sinistra rispetto a quello spagnolo ?


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domenica, dicembre 23, 2007

A Natale siamo tutti più buoni...

Treviso, offensiva leghista "I musulmani sono un tumore" - cronaca - Repubblica.it

La cosa curiosa è che a portare avanti posizioni così oltranziste siano proprio persone che poi vorrebbero ergersi a difensori dei "valori cristiani". E' del tutto incoerente che un leghista, al grido di "facciamo vedere che siamo diversi da loro" proponga poi ciò di cui si lamenta riguardo ai paesi come l'Arabia Saudita, in cui non è consentita la pratica della religione cristiana. Operano quindi una sorta di ritorsione, cosa di cui non mi pare si trovi traccia in nessun Vangelo... Se si vuole dimostrare di essere "diversi" o "migliori", bisognerebbe testimoniarlo con gli atti concreti, non con vuoti proponimenti e parole d'ordine (salvo poi magari sposarsi con rito celtico o partecipare a cerimonie "paganeggianti" tipo quella dell'ampolla del Po).

Proprio sotto Natale, quando l'accoglienza, la comprensione, la pace "universale" dovrebbero essere tratti distintivi di chi si vuole definire cristiano, arrivano provvedimenti e dichiarazioni che a quanto riporta l'articolo, imbarazzano anche compagni di viaggio come quelli di Forza Italia, che in questi anni hanno coperto qualsiasi nefandezza uscisse dalle bocche leghiste: segno che forse questa volta si è andati oltre il sopportabile. Comunque, penso che alla fine Gentilini avrà comunque guadagnato consenso, e FI si turerà il naso, dicendo che è stato frainteso e cose simili...

E' poi chiaro che ognuno ha diritto alle proprie opinioni, ed anzi si deve riconoscere a Gentilini e ai leghisti che sicuramente non si nascondono dietro ad un dito riguardo il loro "odio" per tutto quanto è diverso dalla loro "normalità", però che poi non vengano ad ergersi a difensori dei valori della cristianità contro l'invasione islamica, perché di simili farisei non se ne sente certo il bisogno.



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giovedì, dicembre 20, 2007

C'è più gusto ad essere italiani...

...quando non ci si vuole per forza piangere addosso, sostenendo che da noi va sempre e comunque tutto male, e che gli altri sono sempre e comunque più bravi di noi. Anzi, di solito l'italiano mediamente si "bea" di avere un sacco di difetti, ed anche quelli che riconosce come "pregi" in molti casi lo sono per l'uso improprio che ne viene fatto (rete di conoscenze, furbizia, etc.).
Però ci sono anche situazioni in cui in effetti alla fine è piacevole essere italiani per quello che si è realmente e che si riesce a produrre nell'ambito anche internazionale. Ovviamente mi riferisco al paziente lavoro di diplomazia che ha portato alla moratoria ONU sulla pena di morte. Con tutti i limiti pratici che questo tipo di pronunciamento ha, come minimo c'è il merito di aver portato avanti un "grande valore" in modo da metterlo nell'agenda del principale consesso mondiale "condiviso", per quanto oggi piuttosto privo di potere reale.

In questa vicenda ci sono più aspetti interessanti: per prima cosa, l'Italia conferma il suo impegno contro la pena di morte, cosa che tra l'altro mi pare sia condivisa dalla popolazione, quando i sondaggi sono fatti "a mente fredda" e non nelle ore successive ad un efferato atto di violenza... In secondo luogo, i nostri tanto bistrattati politici e diplomatici, che Berlusconi voleva ridurre a gente che portava a casa un "fatturato" per il Made in Italy, si sono rivelati sufficientemente abili per ottenere i consensi necessari, nonostante l'aperta ostilità di grandi ed influenti paesi ed il fatto che progetti del genere già in passato fossero naufragati perché qualcuno all'ultimo momento si era sfilato di fronte ad imposizioni dall'alto.

Insomma, per una volta, possiamo essere orgogliosi di quanto fatto dal nostro paese sulla scena internazionale, e magari potrebbe essere un'occasione per ripensare al fatto che non è tutto sbagliato quello che viene dall'Italia, sia come popolazione, sia come classe politica.


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sabato, dicembre 01, 2007

Giornalismo ?!?

Per la serie "giornalismo professionale", è divertente come in poche ore sia cambiata la notizia sulla pagina dell'Unità.it riguardante l'enciclica del Papa.

La versione attualmente on-line (1. Dicembre, ore 9 circa), recita:

"Nuova enciclica di Ratzinger. E stavolta, come fosse una novità, se la prende con il marxismo e la scienza. etc. etc."


Posto che non mi stupisco che il Papa non sia un propugnatore del marxismo (se non altro per incompatibilità tra la sua funzione e l'ateismo), mentre sul fatto che "se la prende con la scienza" si potrebbe forse auspicare una critica più articolata rispetto ad uno slogan che uno penserebbe di trovare su Il Giornale o in bocca ad Emilio Fede, la cosa interessante era il testo della prima versione pubblicata, nel pomeriggio del giorno prima, che era un po' più esplicita:

"Puntuale come la morte e le tasse, arriva la nuova enciclica di
Ratzinger. E stavolta, come fosse una novità, se la prende con il
marxismo e la scienza."


Ora, nella libertà di ognuno di pensare il peggio possibile dello scritto del Papa, mi pare uno stile un po' fuori luogo per un giornale che si vorrebbe "serio" e professionale. D'altra parte forse si sono resi conto dell'infortunio, perché hanno corretto precipitosamente il testo...

D'altra parte la revisione non è stata particolarmente profonda, perché anche nell'attuale articolo si legge:

«Il cielo non è vuoto», rivela Benedetto XVI nella “Spe salvi” (nella speranza salvati), seconda enciclica del suo pontificato, «ma non ne sappiano i particolari».


Che il cielo non sia vuoto, nella visione del Papa e di un cristiano, non è una grossissima rivelazione a dire la verità, anzi, è uno dei pilastri fondamentali. Carino poi che la lista degli argomenti degni di nota sia introdotta con:

Ma le perle sono molte.


Di solito l'espressione "perle" nell'italiano corrente si usa sia per qualcosa di valore, degno di nota, sia per indicare un madornale errore... La "lunga" lista peraltro contiene autocritica del cristianesimo, critica del protestantesimo, pronunciamenti sul destino ultraterreno dell'umanità: supponendo anche che "molte = 3", significa che il titolo principale "Contro marxismo e scienza l'enciclica di Ratzinger" è fondamentalmente sbagliato e fuorviante, a voler essere generosi. A non volerlo essere, è fatto apposta per indirizzare il lettore che non vada oltre il titolo o comunque che dia una scorsa veloce al testo dell'articolo.

Comunque, devo ringraziare, questa volta, l'Unità: non mi sarebbe mai venuto in mente, ma mi sono accorto che la professionalità nel giornalismo è ormai un optional rispetto alla faziosità (perché nessuno vieta di esprimere critiche durissime in un articolo apposito, ma la "cronaca" dovrebbe essere meno partigiana possibile), al punto che anche il resoconto di Repubblica sullo stesso argomento è sicuramente più equilibrato (e Repubblica non è certo un giornale sospettabile di simpatie per il Vaticano), e quindi ho deciso che la cosa più intelligente da fare a questo punto è di scaricarmi il testo originale e leggermelo per conto mio, per cercare di capire davvero cosa c'è scritto.


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domenica, novembre 11, 2007

Si può andare avanti così ?

Dopo tanto parlare di sicurezza, legalità e compagnia bella (giustamente), si assiste a situazioni come quella di oggi pomeriggio in tutta Italia...

Fermo restando che si deve far luce sulle circostanze che hanno portato alla morte del tifoso laziale colpito da un proiettile, credo che non sia possibile accettare tutto il corollario di disastri che ne è seguito:
  • a Bergamo gli ultras devastano lo stadio fino a bloccare lo svolgimento della partita
  • a Milano aggrediti due cameraman, scontri con le forze dell'ordine, "occupazione" di Piazza Duomo
  • in mezza Italia cori contro le forze dell'ordine, scaramucce, piccoli tafferugli ed azioni di "illegalità diffusa"
  • a Roma guerriglia urbana, occupato l'Olimpico, devastata la sede del CONI, assaltati due commissariati, bloccati due ponti, incendiate vetture e cassonetti
Mi chiedo: è possibile accettare tutto questo ? A quale altro "settore" della società sarebbe possibile produrre tanto caos senza che ne vengano bloccate le attività ? Il calcio è un "bene essenziale" per la società italiana ?

Allora, ci si faccia un esame di coscienza, e si chiuda il campionato di calcio per tutta la stagione. Niente partite, niente trasferte, niente scontri. "Ma il calcio è un settore produttivo importante". Vero, ma la produzione di fatturato di solito non esenta nessuno dal rispettare le leggi, ed è inaccettabile che ogni domenica si sprechino tante risorse per misure di sicurezza di cui non dovrebbe esserci bisogno. Non è che il fatturato consenta, che so, alla FIAT di non rispettare le leggi...

Dopo aver perso gli incassi (per le società) e lo svago (per i tifosi) di una stagione, magari comincerebbero a darsi una regolata per quella successiva, perché come al solito, per ottenere dei risultati si deve toccare il portafogli. Ha ragione il capo della Polizia, Manganelli: "E' evidente" sottolinea infatti Manganelli, che ci sarà un "rinnovato
e fermo rigore nel difficile cammino che mondo della sicurezza e mondo
dello sport hanno intrapreso per restituire al gioco del calcio la sua
corretta dimensione".

Ma temo che sia una voce nel deserto...




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sabato, ottobre 20, 2007

Ma cosa li paghiamo a fare ?

Ora, io sono un sostenitore del fatto che la politica è una cosa seria, che un certo populismo è puramente demagogico e che tutto sommato è giusto che chi lavora in politica sia un serio professionista, con competenze specifiche ed una reale professionalità. Il problema è quando si leggono perle di questo tipo:

Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di
responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e
parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al
Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la
settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere
preso in esame alla Camera.

Visto che già ai tempi (mi pare) del primo governo Berlusconi, l'allora ministro Maroni non ci aveva fatto una grossa figura ad ammettere di aver firmato una legge di un altro dicastero senza averla letta (mi pare fosse il decreto Biondi), bisogna ammettere che non è molto bello sapere che un ministro non legge nemmeno quello che il suo ministero propone, soprattutto nel caso di una legge che tutto sommato va ad interessare e regolamentare le modalità con cui ci si esprime pubblicamente in Italia. E non salva certo la situazione con:

"Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria
confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono
sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate
giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere
accesso ai contributi della legge sull'editoria"
Speriamo che almeno il suo auspicio di una correzione in Parlamento risulti più "centrato" delle ipotesi che aveva fatto sul contenuto della legge, e che non ci siano al momento buono altre distrazioni poco opportune...




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mercoledì, ottobre 17, 2007

La casualità

Probabilmente è tutta una coincidenza, ma in tal caso potrebbe essere interessante capire, sotto il profilo scientifico, quale è la probabilità che una proposta, come quella di togliere i finanziamenti all'istituto di ricerca della Montalcini, venga proprio pochi giorni dopo che la senatrice ha avuto un aperto diverbio pubblico con Francesco Storace, dimostrando di non farsi intimidire né dalle ironie sui pannolloni, né dalle cadute di stile (oggi voglio essere buono...) sulle stampelle che le porterebbe direttamente a casa. Perché ovviamente quando la Lega sostiene non ci sia alcuna intenzione "punitiva", ci credono tutti...


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lunedì, ottobre 01, 2007

Finalmente qualcuno se ne è accorto...

MODENA: IN BICI SUI MARCIAPIEDI? COMUNE DICE 'NON FATELO'


Era pure ora che qualcuno si accorgesse della sostanziale impunità di cui godevano i ciclisti nelle nostre città. In nome di un non ben compreso "ecologismo sopra tutto", il solo fatto di muoversi con un mezzo non inquinante era divenuto un lasciapassare che consentiva di salire sulla nuca dei pedoni che stavano percorrendo portici e marciapiedi. E di solito, eventuali rimostranze da parte degli stessi pedoni erano accolte con, nel migliore dei casi, gesti di insofferenza.

Il fatto che la bici non inquini non significa che le è consentito tutto: marciapiedi, sensi unici contromano, semafori rossi, precedente e stop ignorati. Speriamo che si prosegua in questa direzione, non solo a Modena, ma un po' dovunque. Poi si potrebbe passare ai pedoni, in modo che quando si chiede il (giusto) rispetto delle regole della strada e della civile convivenza, lo si faccia per tutti e non solo per coloro che sono "colpevoli" di guidare un'automobile...



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sabato, settembre 29, 2007

L'emergenza del giorno

Se quanto riportato su Wikipedia è vero, anche solo in parte, mi pare che indignarsi e mobilitarsi solo oggi per quello che succede in Birmania/Myanmar rischi di sembrare un po' ipocrita, perché tutto sommato non si discosta molto da quanto è accaduto nel passato, più o meno recente. Quindi, perché oggi si protesta per la repressione in Birmania ? I diritti umani dipendono dalla pagina a cui si trova la notizia sui giornali ? Oppure anche qui funziona come per le varie "emergenze" estive, che per massimo una settimana sono priorità nella vita politica e sociale, e poi chi si è visto si è visto ?


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mercoledì, settembre 12, 2007

Senza vergogna

Pechino contro Usa ed Europa "Ci hanno spiato via web" - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it

Sarà un caso, ma i cinesi si accorgono di essere spiati via web da USA ed Europa, proprio pochi giorni dopo che USA ed Europa (Francia), hanno denunciato vari tipi di attacchi alle loro strutture informatiche, militari e delle amministrazioni pubbliche, provenienti probabilmente dalla Cina... Tra l'altro, considerato che la rete cinese è pesantemente censurata, per ovviare allo scomodo dettaglio della libertà di pensiero e di comunicazione, mi viene sinceramente difficile pensare che un paese che fa comparire ogni 30 minuti a tutti i naviganti un avviso "Occhio che la polizia vi spia mentre navigate", non riesca poi a tenere sotto controllo la sicurezza dei suoi sistemi "sensibili" e che il loro sistema di controllo sia "debole".

Sarà una trovata mediatica per togliersi dalla scomoda posizione di chi, per un motivo o per l'altro, è sempre al centro delle critiche per la disinvoltura con cui pratica qualsiasi tipo di compromesso morale qualora sia di ostacolo alla crescita economica e politica del paese. E, di riflesso, permette di giustificare, anche all'estero, ulteriori "strette" sul controllo della rete e dei suoi utenti su territorio cinese. Insomma, i classici due piccioni con una fava...


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martedì, agosto 21, 2007

E ti pareva...

Fisco, Cento dopo il richiamo di Bertone "Anche la Chiesa paghi giuste tasse" - Politica - Repubblica.it

Posto che quanto dice Cento ha una sua ragione di essere, credo che tempi e modi siano sbagliati e che sia il solito tentativo del centrosinistra di perdere le occasioni "buone" per ritagliarsi un minimo di sostegno.

La cosa divertente è che, mentre Cento sostiene che non si deve lasciare che solo la Chiesa parli del fatto che è giusto pagare le tasse, l'Unità di ieri o l'altro ieri riportava nel suo articolo sulle dichiarazioni di Bertone che "Finalmente la Chiesa risponde all'appello di Prodi". Allora, deve parlare o non deve parlare ? Incidentalmente, se è vero che pagare le tasse è un dovere "laico", come dice Cento, è anche vero che in questo modo nessuno che poi voglia rifarsi, per motivi politici, a quanto dice la Chiesa potrà farlo quando c'è di mezzo l'evasione fiscale.

E poi la questione delle tasse da pagare. E' giusta la differenziazione che fa Cento, ma non è colpa (necessariamente) della Chiesa se le leggi sono fatte in un certo modo. Le leggi le fa il Parlamento e sempre il Parlamento le cambia (o meno) a seconda delle situazioni. Quindi Cento, invece di fare dichiarazioni e proporre l'apertura di un dibattito, faccia una proposta di legge per modificare l'attuale situazione. E magari, lo faccia in un momento diverso, perché data l'offensiva leghista contro il pagamento delle tasse, in questo momento tutto il sostegno ai doveri civili in merito è necessario, da qualsiasi parte provenga.


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sabato, agosto 18, 2007

Il Signor Rossi

Visto che tutti continuano a parlarne, a questo punto è il caso che pure io dica la mia sui guai fiscali del "Doctor" Valentino Rossi. A parte l'ovvia banalità che la legge è uguale per tutti, una volta tanto ha fatto dire a Visco una cosa intelligente: non è giusto che un cittadino sotto indagine del fisco, solo perché è ricco e famoso, possa diffondere un "messaggio a reti unificate" in cui spiega la sua versione senza alcuna discussione possibile. Ha sbagliato lui, e sta continuando a sbagliare nella gestione della vicenda, a livello mediatico (cassetta, silenzio stampa, ruolo della vittima, etc.), e hanno sbagliato i telegiornali a dargli quello spazio. Capisco l'esigenza di fare ascolto anche a Ferragosto, però l'ho trovato un modo di dare a Rossi uno spazio inopportuno attraverso un mezzo pubblico (nel caso RAI, ma anche le frequenze Mediaset sono un bene pubblico).

Riguardo al fatto che i media lo avrebbero crocifisso, può darsi che sia vero, però Rossi non deve dimenticare che è lo stesso sistema di informazione che celebra i suoi trionfi e gli permette di "valere", sul mercato degli sponsor, qualche decina di milioni di euro. Ed è lo stesso sistema che gli permette di difendersi pubblicamente, solo perché lui è un personaggio di "interesse pubblico". Quindi farebbe bene a pensare anche a quello che "deve" al sistema dei mezzi di informazione e non farselo piacere solo quando è a suo favore e non quando va contro i propri interessi...

Nulla da dire, sul personaggio sportivo, ma di certo Rossi in poche settimane ha dilapidato un patrimonio di stima "umana" o di semplice simpatia, accumulato in una lunga e brillante carriera presso molti cittadini italiani...

Update del dopo GP : non ho avuto il piacere di seguire per bene tutto il fine settimana dei commentatori della TV italiana sulla vicenda, ho avuto solo il dispiacere di sentire qualche presa di posizione autodefinita "equilibrata". Secondo un personaggio che commenta su Italia 1, la campagna che si è abbattuta su Valentino è solo e soltanto una campagna mediatica dettata da giornalisti ed opinionisti invidiosi di Rossi, che non hanno perso occasione di metterlo in croce, non potendo farlo in altri modi, arrivando a criticarne anche il messaggio di spiegazioni. Qualcuno spieghi a Reggiani che sono gli stessi giornalisti che normalmente Rossi lo incensano in tutti i modi, che hanno permesso al personaggio Rossi di valere quello che vale in termini di soldi (perché l'abilità in sella alla moto non è assolutamente in discussione) e che lo hanno reso mediaticamente appetibile. Se Rossi ha tifosi anche fra persone che normalmente le moto non le seguono, e non le seguiranno quando avrà smesso, il merito è anche dei giornalisti che lo hanno "venduto" bene. Un po' lo stesso che è accaduto per Tomba, al cui ritiro pare che l'intera nazione si sia scordata dell'esistenza di uno sport chiamato sci...


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giovedì, agosto 16, 2007

Stupore ?!?

"Sapevamo dei giocattoli pericolosi" Dichiarazione choc di un dirigente cinese - esteri - Repubblica.it

Ormai molto si è parlato della vicenda dei giocattoli nocivi. Scommetto che non sarà la prima né l'ultima volta che un prodotto cinese risulterà di cattiva qualità. D'altra parte succede anche in produzioni non necessariamente lontane dall'Europa, non si vede perché non debba accadere dove il profitto al momento pare essere l'unica regola da cui tutto discende (e che, incidentalmente, è il motivo per cui tante aziende occidentali ci producono...)

Quello che mi stupisce è il fatto che ci si stupisca (!). In generale, mi pare di poter dire che in Cina la considerazione per l'elemento umano è piuttosto marginale, sia esso lavoratore, consumatore, cittadino o un mix di queste cose. A questo punto, e sempre considerata la stella polare del profitto massimo, non si capisce perché gli imprenditori cinesi dovrebbero farsi problemi a considerare trascurabili i diritti dei consumatori europei. In più, spesso non sono nemmeno loro che "ci mettono la faccia", perché si tratta di sottolavorazioni di prodotti venduti poi da marchi occidentali.

Da come la vedo io, la maniera migliore di cercare di arginare l'invasione dei prodotti cinesi, e magari ricondurre la Cina ad un comportamento, se non virtuoso, un po' meno selvaggio di quello attuale, potrebbe essere di imporre rigorosi controlli di sicurezza sui prodotti (del tutto o in parte) in Cina. In poche settimane si è passati dal dentifricio con antigelo ai giocattoli tossici o pericolosi. Finché si trattava "solo" di prodotti di bassa qualità, si poteva ancora discutere (costa poco, se ti si rompe ti incazzi un attimo e poi ne compri un altro), ma quando questo comincia ad avere conseguenze sulla salute delle persone (e qui ci metto anche la pericolosissima vettura cinese che si è malamente demolita in un normale crash test nei mesi scorsi), credo che nemmeno il WTO possa opporsi a restrizioni. O meglio, non può opporsi al fatto che, per entrare sul "mio" mercato, io imponga (a tutti) le "mie" regole: starà poi ai diversi produttori, compresi quelli cinesi, adeguarsi.


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mercoledì, agosto 01, 2007

Si può fermare il progresso ?

La proposta di Elton John penso sia una di quelle tipiche idee che arrivano fuori tempo massimo. Se davvero la società ha già cambiato il modo di produrre musica e distribuirla, di certo non è "chiudendo Internet" che si risolve il problema. Se oggi la musica non è di qualità, possibile anche se opinabile, forse la responsabilità è delle case di produzione e dei produttori, che, come succede in televisione, nel cinema ed in generale nel mondo degli affari, puntano al risultato immediato e quindi si mantengono su generi e prodotti di sicuro successo. Non investono nel lungo periodo, ma questo non è un problema legato ad Internet, quanto alla tendenza generale dell'economia mondiale. Quindi Elton John dovrebbe prendersela con altri soggetti, che accettano di produrre dischi di bassa qualità, pur di fare un po' di soldi subito. Anche perché poi molto di quello che viene comprato, viene comprato perché le case di produzione lo promuovono a tappeto. Alias, la gente compra quello che sa essere presente sul mercato, cioè quello che viene pubblicizzato. Ed anche qui il fatto che si pubblicizzino prodotti di bassa qualità dipende dalle case di produzione. Io non posso comprare una schifezza di disco, se nessuno ne vende uno. Però se tutti producono e pubblicizzano schifezze, e io so che sono presenti sul mercato solo quei dischi, è ovvio che comprerò quasi sicuramente una schifezza, perché di meglio non c'è, oppure c'è ma nessuno lo sa.

Tra l'altro, dal punto di vista puramente operativo, cosa significa "chiudiamo Internet" ? E le aziende che ci lavorano, o gestiscono i loro affari attraverso Internet ? Dobbiamo ricominciare a mandarci lettere cartacee ? Va bene avversione alle tecnologie, poi nel proprio privato uno fa quello che vuole e decide di non usare il cellulare o Internet. Ma perché tutti gli altri dovrebbero rinunciare alle opportunità che le tecnologie offrono, solo perché qualcuno non le gradisce ?


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martedì, maggio 22, 2007

E adesso ?

Bagnasco: monito ai politici sul Family day "Allarme per le troppe morti bianche"



Sono curioso di vedere se adesso Rizzo, che aveva parlato di cedimenti culturali, proporrà di eliminare le tutele sui luoghi di lavoro o proporrà di dare il tesoretto alle industrie invece che ai ceti poveri, tanto per dare torto a Bagnasco :-)





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